Chi domina il mare domina tutto, scriveva Cicerone. In quella frase si concentra la lucidità di una visione geopolitica che, in età romana, era condivisa anche dai centri dell’entroterra, legati al Mediterraneo da rapporti più profondi di quanto oggi immaginiamo.
Una serie di indizi permette di ricostruire il legame che univa la potente città campana di Nuceria al Mare Nostrum: la nave senza mare incisa da una mano anonima sull’intonaco delle terme; l’epigrafe dedicata al veterano della flotta imperiale di Miseno, Tito Trebio Prisco; la presenza, sul territorio, della dura realtà della tratta degli schiavi.
Il libro esplora questi segni attraverso un racconto che intreccia archeologia, mito, storia sociale e geografia del mondo antico, lasciando però spazio a quella parte della ricerca che invita a osservare i dettagli e a immaginare ciò che il tempo ha sospeso.
Perché, a volte, basta un segno su un muro per riportare alla luce un intero mondo.
Giovanni Vicidomini ha collaborato con diverse testate giornalistiche, dedicandosi alla divulgazione della storia culturale e sociale del territorio. È autore del capitolo L’evoluzione economica nel volume “Nocera Inferiore e il suo comprensorio”, a cura del prof. Raffaele Pucci, edito da Massa (Napoli).
